Avis Comunale di Celleno


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Perchè donare

Perchè Donare

PERCHE' DONARE SANGUE
Perché il sangue umano è purtroppo un "farmaco" non ancora riproducibile in laboratorio. Inoltre è trattato dai laboratori farmaceutici per la produzione di albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione, sostanze non producibili in altro modo se non dal plasma umano e necessarie per la sopravvivenza di molti pazienti che ne sono carenti.
Per gli altri.
Un gesto di consapevolezza e solidarietà.
Donare il sangue salva vite umane. Se nessuno lo facesse, molti bambini malati di leucemia non potrebbero sopravvivere, così come molte persone vittime di incidenti.
Inoltre, il sangue serve durante gli interventi chirurgici per trasfondere al paziente globuli rossi concentrati, plasma o piastrine.
Per te stesso.
Sotto controllo la tua salute, attraverso visite ed esami.
Donare periodicamente sangue è una misura di medicina preventiva in senso assoluto, infatti attraverso visite sanitarie e accurati esami di laboratorio si ha un controllo costante del proprio stato di salute.
Una diagnosi precoce spesso evita l'aggravarsi di disturbi latenti.
Contro la speculazione.
Per rendere l'Italia autosufficiente e limitare l'importazione.
Il fabbisogno nazionale di sangue intero è calcolato dell'Istituto Superiore di Sanità in 2.300.000 unità, mentre quello del plasma è di 850.000 litri.
Per raggiungere queste quantità i donatori dovrebbero essere almeno 1.300.000.
Siamo ancora molto lontani da questa cifra, specie per i plasmaderivati.
Per coprire il fabbisogno è necessario ricorrere all'importazione di plasma e di emoderivati, che non sempre sono ottenuti da donatori volontari periodici.
Perché non esistono rischi per chi dona.
Il pericolo di contrarre una qualsiasi patologia è inesistente: tutto il materiale adoperato è sterile e non riutilizzabile.
Infine sappi che d'estate c'è più bisogno di sangue, per il maggior numero d'incidenti e l'alta presenza di turisti, quindi ricordati di fare una donazione prima di partire per le vacanze.

Nota dell'11 febbraio 2008 inviata a tutte le Ausl della Regione Lazio:

Nuove procedure da adottare per la gestione delle attività di supporto trasfusionale a distanza delle attività medico-chirurgiche regionali. Troppo spesso accadeva che, in caso di fabbisogno di sangue, in particolare le strutture romane, chiedevano agli interessati o ai loro familiari, di trasferire presso i loro centri trasfusionali i donatori necessari per l'intervento, anzichè provvedere, in caso di effettiva necessità, ad inoltrare la richiesta alla struttura trasfusionale di provenienza. Alla luce di quanto emanato con la nota regionale sopra citata, l'Avis Provinciale di Viterbo vuole comunicare a tutti i propri iscritti che qualsiasi richiesta di donatori da parte di strutture laziali non è assolutamente giustificata, in quanto, tutte le strutture di ricovero debbono garantire il supporto trasfusionale richiedendo, in caso di necessità, l'eventuale fabbisogno direttamente alla struttura di provenienza dell'assistito o all'Avis di riferimento.

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